Pregi e difetti del Real di Carlo Ancelotti

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Il Real Madrid che si appresta ad affrontare i nerazzurri ai gironi di Champions è una squadra che, rispetto allo scorso anno, ha dovuto adattarsi alle uscite di Zidane, in panchina, e della coppia di titolari difensivi Sergio Ramos-Varane.

L’allenatore francese ha lasciato i madrileni in aperta polemica con la gestione societaria, in particolar modo riferita ai rapporti umani che la società avrebbe instaurato con l’allenatore che ha condotto i blancos alla vittoria di 3 Champions League durante il suo primo triennio a Madrid.

Al suo posto è stato ingaggiato Carlo Ancelotti che non ha resistito alla chiamata di Florentino Perez e ha lasciato l’Everton. Per Ancelotti si tratta di un ritorno a casa, di fatto, dopo la prima esperienza 2013-15 culminata con la vittoria della decima oltre al record condiviso con Bob Paisley e lo stesso Zidane di 3 Champions League vinte da allenatore dei blancos.

In campo, il reparto più rivoluzionato, è appunto la difesa. In entrata è arrivato soprattutto David Alaba che, di fatto, si presenta come un jolly date le caratteristiche da regista arretrato che gli permettono di interpretare compiti da difensore centrale, terzino e all’occorenza anche da mediano davanti alla difesa (vedasi l’Europeo disputato con l’Austria).

In realtà poi, altri movimenti per rimpiazzare le partenze in difesa non ce ne sono stati. In queste prime uscite di campionato, Ancelotti ha dato fiducia soprattutto a Eder Militao che, o in coppia con Alaba o con Nacho ha completato la coppia centrale di difesa.

Costruzione

Nonostante i tanti cambi, dettati anche da assenze importanti per infortuni a centrocampo (Modric e Kroos su tutti ) e sulle fasce (Marcelo e Mendy) la base su cui è ripartito il tecnico italiano è un 4-3-3 molto dinamico in fase di possesso.

Il Real costruisce a partire da Courtouis e da una linea 4+2 composta centralmente dai 2 centrali e da Casemiro più una delle 2 mezzali con i terzini che rimangono molto largi sulla linea laterale. Il posizionamento degli uomini a centrocampo sottolinea comunque un orientamento verticale: il triangolo a centrocampo diventa 2 +1 e non c’è l’abbassamento tra i difensori centrali di uno dei mediani per non portare troppi uomini sotto la linea della palla.


Nella prima immagine, ad esempio, si vede l’attivazione di rotazioni a centrocampo con Isco che si abbassa per ricevere, Casemiro che si libera dalla marcatura avanzando mentre dall’altra parte la salita di Carvajal viene preventivamente coperta dall’abbassamento di Valverde. In questo modo, il Real si allarga per consolidare il possesso ma rimane comunque preparato ad un eventuale ripartenza avversaria.

Seconda immagine, sempre in fase di costruzione: questa volta Isco fornisce una traccia verticale al portatore (sempre Miguel Gutierrez) con Casemiro e Valverde che presidiano la fascia centrale. Anche in questo caso il Real sta cercando di disorientare la pressione del Betis in zona palla con un cambio campo dove c’è meno densità avversaria.

In fase di costruzione, l’arrivo di Alaba può sicuramente dimostrarsi utile date le caratteristiche. Il Real, infatti, in queste prime uscite si è affidato molto alle giocate del nazionale austriaco in impostazione. Con 30 passaggi brevi ogni 90′ è il difensore che ha giocato più palloni dopo Lucas Vazquez. Per passaggi lunghi, invece, (oltre i 27 metri) Nacho e Eder Militao la fanno da padrone completandone con successo quasi il doppio rispetto all’austriaco.
In questo senso, le soluzioni a disposizione di Ancelotti in costruzione sono, quindi, varie.

Consolidamento

Una volta superata la prima pressione avversaria, il Real si affida molto alle giocate sull’esterno: qui si mettono in moto i meccanismi, in possesso, che coinvolgono, mezzali, terzini e attaccanti che tendono a formare delle triangolazioni.
Le possibilità, a questo punto, sono tra le più varie, con la costante che è rappresentata da un forte utilizzo dei terzini che rimangono sempre molto alti e ai quali vengono delegati molti compiti offensivi.

Nella prima diapositiva, a portare palla è Valverde (l’uruguaiano è sempre stato impiegato in queste prime uscite), Bale accorcia nel mezzo spazio portandosi dietro il terzino avversario che infatti, preoccupato dalla sovrapposizione di Carvajal si trova in difficoltà se servire il gallese o coprire l’avanzata del terzino spagnolo. In questo caso, Bale serve il numero 2 che, isolato in uno contro uno, proverà il cross verso il centro.

Altra casistica: Vinicius rimane sulla linea laterale attirando un avversario, Alaba da centrale si sgancia e serve Miguel Gutierrez che nel frattempo si è posizionato nel mezzo spazio, segue una giocata a muro verso Alaba che serve l’attacco alla linea defensiva avversaria di Isco ai fianchi del centrale.

Rifinitura e conclusione

L’imprevedibilità offensiva del Real, quindi, non è data solo dalle rotazioni tra mezzali e terzini ma anche dai movimenti coordinati del trio offensivo, lo scopo principale è non dare riferimenti ai difensori avversari. Durante le partite di esordio, Benzema è sempre partito titolare, ad affiancarlo a destra c’è stato Bale mentre sulla sinistra si sono alternati equamente Vinicius e Hazard. Dalla presenza del belga o del brasiliano dipende molto della manovra offensiva dei blancos.

Ad Hazard piace più ricevere la palla sui piedi e venire incontro ai portatori per cercare il fraseggio mentre con Vinicius la manovra si fa più verticale e diretta per sfruttare le sue doti in campo aperto dove può scatenare la propria velocità e cercare l’1v1 (vedasi gol contro il Levante).

Nonostante questo, però, i principi con cui attacca il Real rimangono invariati.
Benzema infatti tende a svariare molto lungo il fronte d’attacco e all’occorrenza si allarga per ricevere dove c’è più spazio e liberare lo spazio centrale che in queste occasioni viene occupato da una delle ali. Contro il Betis si può vedere come, con Benzema largo, sia Vinicius ad offrire la traccia verticale. Nella sfida col Levante invece è partito titolare Hazard: dalla seconda diapositiva si vede come il belga tenda ad associarsi maggiormente alla manovra lasciando invece a Bale il compito di attaccare la linea difensiva avversaria.

Non possesso

Se in fase di possesso il Real fa vedere le cose migliori con continue rotazioni che servono a far liberare le qualità individuali dei propri uomini offensivi, è in fase difensiva che la squadra di Ancelotti fa vedere ancora qualche lacuna con meccanismi che sembrano ancora perfettibili.

I problemi in queste prime uscite sono nati soprattutto da azioni di ripartenza avversaria quando i centrali difensivi e i mediani del Real (Casemiro in particolar modo) si sono trovati a dover affrontare scalate verticali molto rischiose dato il posizionamento così avanzato dei due terzini e di Isco.
Gli avversari, infatti, hanno sfruttato a loro vantaggio lo scaglionamento offensivo del Real per colpire soprattutto in fascia alle spalle di Gutierrez (nel caso del Betis) o di Lucas Hernandez (contro il Levante). Questo costringeva uno dei due centrali ad uscire, con effetti conseguenti sulle scalate orizzontali quando a dover uscire è uno dei due centrali.

Sulla prima slide, Alaba cerca di intervenire su Fekir che si posiziona proprio nel mezzo spazio alle spalle di Isco. Il numero 4, però, non si fida di anticiparlo e scappa all’indietro, il Betis non concretizzerà l’occasione ma questa giocata costringerà la squadra ad indietreggiare di almeno 40 metri.
Il secondo gol del Levante invece evidenzia come possa essere vulnerabile il Real se manca la coordinazione sui meccanismi difensivi.

L’azione si svolge sulla fascia sinistra, Alaba viene preso in mezzo in uno scambio che coglie di sorpresa anche Isco, Nacho è costretto a scalare in orizzontale, Valverde non si accorge minimamente del sovraccarico sulla fascia di L. Hernandez e Campaña è libero di colpire indisturbato.
In queste occasioni gran parte del carico di lavoro a livello di compiti difensivi viene assegnato ai terzini per permettere alle ali di mantenere la lucidità in fase offensiva.

Se da un lato, quindi, Ancelotti privilegia questo aspetto, dall’altro c’è da sottolineare che un maggiore apporto difensivo di almeno uno tra Bale e Hazard/Vinicius potrebbe permettere alla squadra di difendere in maniera più compatta all’occorrenza senza dover per forza costringere il reparto arretrato e Casemiro a letture individuali sulle quali attualmente Ancelotti sta facendo molto affidamento.

Conclusioni finali

Il Real durante l’ultima estate ha cambiato molto dal punto di vista difensivo con l’uscita della coppia centrale di difesa, è naturale quindi che qualche equilibrio possa venire meno in questa prima fase.
Nonostante ciò, la squadra è rimasta sostanzialmente la stessa compreso il reparto di centrocampo rimpinguato, all’ultimo, anche dall’arrivo di Camavinga (giocatore dalle carattersitche molto simili a quelle di Casemiro). Con l’Inter giocherà verosimilmente Modric dopo il mese di stop per infortunio mentre ai box rimarrà ancora Kross (il suo rientro è previsto per Ottobre).

Non c’è dubbio, quindi, che il Real rappresenti un pessimo avversario per i nerazzurri.
Abbiamo visto, però, come nonostante la qualità offensiva, la squadra di Ancelotti presenti degli aspetti meno positivi che i nerazzurri potranno sfruttare a loro vantaggio per strappare punti agli spagnoli nella corsa alla qualificazione per gli ottavi di Champions.

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