Inter-Sampdoria: una vittoria di squadra

In una settimana dominata mediaticamente dalle discussioni sulla questione Icardi, la sfida con la Sampdoria rappresentava un’opportunità per dare seguito alla striscia di vittorie inaugurata nella trasferta di Parma e proseguita in quella europea di Vienna.
In particolare le sfide dell’ultima settimana avevano offerto l’impressione di una squadra in ripresa dal punto di vista dei risultati ma ancora incostante nel mantenere un alto profilo qualitativo di gioco.

Per l’Inter, le principali novità di formazione riguardavano: il ritorno tra i titolari di Politano dopo la squalifica, l’impiego di Gagliardini affianco a Brozovic in mediana e il turno di riposo concesso ad Asamoah per fare spazio a Dalbert sulla fascia sinistra.
Anche Giampaolo non ha tradito i pronostici e si è affidato al classico 4-3-1-2 con Andersen e Tonelli centrali, Murru e Bereszynski terzini, Linetty e Praet ad agire ai fianchi di Ekdal e Saponara alle spalle del duo Quagliarella-Defrel.

Sampdoria rombo
La disposizione a rombo del centrocampo sampdoriano. Si può notare, poi, il classico orientamento sulla palla, tipica delle formazioni allenate da Giampaolo.

Stili a confronto

I temi tattici della sfida riguardavano, in particolare, il confronto tra due impianti di gioco molto diversi.
Da una parte la Samp, con il rombo e un uomo in più a centrocampo, poteva godere della superiorità numerica nella prima fase di possesso.
Questo elemento, unito ad una fase di pressing portata, da parte dei nerazzurri, spesso con i tempi e i modi sbagliati, ha creato non pochi problemi alla formazione di Spalletti che ha sofferto, in particolare, il posizionamento di Saponara ma soprattutto quello delle mezz’ali blucerchiate.
Durante la prima costruzione blucerchiata, infatti, Linetty e Praet si abbassavano per garantire la superiorità numerica e poi, una volta, superata la linea di pressione interista, posizionandosi alle spalle del centrocampo avversario, creavano le condizioni per il vantaggio posizionale che non è stato sfruttato a dovere soprattutto a causa di imprecisioni nelle scelte tecniche dei blucerchiati.

Nel primo tempo, infatti, il pressing dell’Inter è risultato spesso inefficace. Da una parte Nainggolan veniva preso in mezzo tra Ekdal e la mezz’ala del lato palla, dall’altra il tempismo delle scalate verticali di Brozovic e Gagliardini non era sempre preciso e si creava, così, uno scollamento tra i reparti anche perché la difesa nerazzurra non accorciava adeguatamente. Le ammonizioni di Skriniar e D’Ambrosio sono state dovute, principalmente, a questi motivi.

Pressing Inter
In questa diapositiva si possono notare le difficoltà dell’Inter nel portare un pressing efficacie: Brozovic è in ritardo nell’uscita, Nainggolan e Gagliardini sono indecisi su chi portare pressione e non inclusi nella schermata ci sono Saponara, Defrel, Quagliarella e Bereszynski (largo in fascia) pronti a ricevere e a fronteggiare i 4 difensori nerazurri.

Secondo uno dei principi del gioco di Giampaolo, poi, le due punte Quagliarella e Defrel, avevano il compito di allargarsi per fornire ai terzini una linea di passaggio quando l’azione si svolgeva sulla fascia. In particolare, dal lato sinistro, in cui la Samp, sfruttando le connessioni del rombo composto da Murru-Linetty-Saponara-Quagliarella, ha creato il 40% delle azioni offensive. I primi due, in particolare, hanno generato rispettivamente 2 e 3 passaggi chiave, i numeri più alti tra i blucerchiati.

Inoltre, l’allargamento delle due ali era funzionale anche a creare lo spazio per gli inserimenti di Saponara che, con i 3 tiri verso Handanovic, ha generato 0.22 xG sui 0.98 complessivi della Samp.

La sovrapposizione di Murru, l’allargamento di Quagliarella, il filtrante di Linetty e l’inserimento di Saponara che, però, non riesce a premiare il taglio di Defrel sul primo palo: la Samp aveva generato i presupposti per creare pericoli all’Inter.

L’Inter, quindi, ha cercato di manovrare sfruttando prevalentemente i propri uomini di fascia, in particolare la catena composta da D’Ambrosio e Politano si è confermata, ancora una volta, una delle fonti principali per i nerazzurri nella risalita del campo.

Per ovviare all’inferiorità numerica sulle fascie, Giampaolo chiedeva alle proprie mezz’ali di aiutare i terzini nei raddoppi sugli avversari, tanto che Linetty è stato il doriano che ha percorso più chilometri.
Dato l’orientamento sulla palla degli uomini di Giampaolo, per sfiancare le mezz’ali doriane e costringerle a coprire l’ampiezza diventavano fondamentali i cambi di campo.

Cambio campo
Le difficoltà, da parte blucerchiata, nella copertura dell’ampiezza. Brozovic, infatti, effettuerà un cambio di gioco sulla sinistra dove sono appostati D’Ambrosio e Politano. Linetty dovrà ripiegare in fase difensiva per aiutare Murru nella transizione negativa.

Con la Samp che, in fase di non possesso, faceva densità in zona palla e manteneva una linea difensiva mediamente alta, i movimenti sul corto di Lautaro erano necessari per fornire traccie verticali di passaggio e superare, così, le linee di pressione doriane durante la costruzione della manovra.

La partita di Lautaro.

Mentre il gioco sulle fasce rappresentava il naturale sfogo per i nerazzurri, in zona centrale, la posizione ravvicinata tra Lautaro e Nainggolan (che ha agito spesso nel ruolo di sottopunta, come da abitudine nella Roma di Spalletti) costituiva i presupposti per la conquista delle seconde palle mentre gli inserimenti verticali dello stesso belga fornivano quella imprevedibilità necessaria per disordinare il posizionamento avversario negli ultimi 15 metri.

Durante la seconda frazione (in cui hanno trovato spazio anche Candreva, Joao Mario e Vecino), l’allungamento delle squadre ha contribuito a determinare un contesto caratterizzato essenzialmente dalla mancanza di controllo da parte di entrambe le compagini, con i tre gol della gara racchiusi nell’arco di 6 minuti, dal 73° al 78°. Il vantaggio nerazzurro è stato principalmente frutto di una giocata individuale di Perisic che, dopo aver dribblato Bereszynski, ha premiato l’inserimento di D’Ambrosio. A questo ha risposto il pareggio di Gabbiadini, abile a sfruttare una indecisione della retroguardia interista.
La girandola di gol è stata, poi, conclusa dal tiro fuori area di Nainggolan che è valso il definitivo 2 a 1.

Il gol che ha deciso la gara.

La sfida, quindi, è stata vinta dall’Inter con pieno merito anche sulla base degli xG che hanno premiato i nerazzurri con il punteggio di 1.69 a 0.98.

Il significato di questa vittoria

Il modo in cui è stato ottenuto questo risultato merita, inoltre, alcune osservazioni.
Da una parte, la prestazione ha confermato un elemento che caratterizza il ciclo di Spalletti, sin dal suo arrivo a Milano: nonostante il gioco sia ricamato sulla base di pochi ma chiari principi gioco, le prestazioni e i risultati della squadra rimangono comunque necessariamente legati alle condizioni di alcuni attori chiave nello spartito del tecnico di Certaldo.
Non è casuale, ad esempio, che le migliori partite sotto il punto di vista dell’intensità e dell’imprevedibilità offensiva siano avvenute in corrispondenza dei momenti di forma fisica e mentale di giocatori come Perisic e Nainggolan, decisivi nella sfida con la Samp e, più in generale, fondamentali per la tipologia di squadra che il tecnico ha in mente sin dall’inizio della stagione.
Dall’altra parte, il momento in casa nerazzurra suggerisce un altro tipo di riflessione. Questa vittoria, ottenuta più con l’orgoglio e la cattiveria che con la limpidezza di gioco ha confermato, ancora una volta, l’importanza del gruppo e testimonia quanto sia fondamentale, nel calcio, avere uno spogliatoio che rema, unito, verso la stessa direzione.

I dati presenti in questo articolo sono tratti da UnderstatWhoscored e Lega Serie A Tim.

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