Qui Inter-Genoa, tutto bene

Non è l’Inter dei titolari. Non è l’Inter delle riserve. È l’Inter.
Spalletti cambia l’undici in vista del Barca ed ottiene il massimo risultato. Vittoria, porta inviolata, cinque gol e sicurezze ritrovate.
Fuori Miranda, Vecino ed Asamoah dentro De Vrij, Gagliardini e Dalbert. Il risultato non cambia.
L’Inter trionfale dell’Olimpico conferma l’ottimo momento di forma anche contro un Genoa uscito battuto da San Siro soltanto nel recupero contro i cugini rossoneri.

Inizia bene il Genoa, palleggio e un ottimo Kouamé permettono di giocare i primi minuti della partita con personalità, ma non basta. L’Inter pressa e sfonda alla prima occasione. Subito Joao Mario protagonista in area avversaria, Biraschi tocca e rimette in gioco Gagliardini.

“Champions? Ci tenevo tanto. Io lavoro, decide Spalletti.” Gagliardini post-match

Tempo due minuti ed è Politano a mettere il timbro sulla partita. È solo il sedicesimo ma, di fatto, la partita finisce qui. Il Genoa, troppo stanco per reagire, troppo fragile per non subire altri gol, si limita a dar luce alle ottime prestazioni di Kouamé e Romero. Sono settanta minuti di una squadra sicura di sé, convinta, attenta che non stacca la spina e trova nei “nuovi titolari” linfa ideale per non mollare niente. Da Lautaro Martinez, errante, spesso a vuoto, ma mai scarico di energia ai protagonisti della giornata. Joao Mario, Gagliardini, Dalbert, Brozovic.
In questa Inter c’è tanto di vecchio e qualcosa di nuovo.

Cosa c’è di nuovo

1. Joao Mario

Ritrovato, fresco mentalmente. Dentro la partita. Si vede il lavoro di Spalletti sull’uomo ancor prima che sul calciatore. Non ha più quell’aria persa che lo contraddistingueva. Sta dentro la partita fino alla fine e viene premiato. Gol da 10+. Stop, finta di bacino, palla sul sinistro, gol. Il resto sono 2 assist e mezzo, 0.7 Expected Assists (di gran lunga il migliore risultato tra i nerazzurri) ed una partita fatta di palloni giusti al tempo giusto, da metronomo avanzato di un’Inter fortemente orientata verso un campionato diverso rispetto a quello delle ultime stagioni.

La passmap evidenzia come la combinazione Brozovic-Joao Mario sia stata la più sfruttata.

Queste ultime due partite ci hanno restituito l’impressione di un calciatore diverso rispetto al passato. Con una testa libera da pressioni o timori, le caratteristiche tecniche e tattiche del portoghese hanno reso la manovra offensiva più fluida e orientata al controllo del possesso.

2. Gagliardini

Sicuro, positivo, attivamente presente in tutti gli aspetti del gioco. Aggressivo a recuperare palla, ottimo nel farsi trovare costantemente in area avversaria. Tempista nell’andare a segno quando necessario. Senza Nainggolan, Spalletti conferma l’assetto di centrocampo visto a Roma con Lazio con la contemporanea presenza di due mezz’ali a sostegno del tridente offensivo. Il classe ’94, quindi, ha avuto meno responsabilità di costruzione (affidata a Joao Mario e, soprattutto, Brozovic) mentre ad essere esaltate maggiormente sono state le sue caratteristiche di inserimento. I numeri dei passaggi effettuati dai 3 centrocampisti sono indicativi in questo senso: 71 e 70 rispettivamente per il croato e il portoghese, solo 47 per Gagliardini.
L’intento dei nerazzurri era, infatti, molto chiaro: consolidare il possesso a sinistra per poi cambiare il gioco verso destra sfruttando gli inserimenti dell’ex Atalanta:

Intento Inter Genoa from Il Becca on Vimeo.

La sua è una partita da sufficienza abbondante anche senza i gol. Con quelli va verso l’eccellenza.

3. Approccio

Pareggio col Torino, sconfitta con il Parma, vittoria stiracchiata con il Cagliari. Quella contro il Genoa è stata la prima prova di forza assoluta di questa Inter a San Siro. La meritavano i meravigliosi 70 mila presenti. Andando a pescare nel profondo della rosa la squadra non perde mai la motivazione di dare il massimo, di aggredire il momento ancor prima della partita.

Cosa c’è di vecchio

1. Spalletti

Si conferma come uno degli allenatori più completi del panorama mondiale. Parole giuste, niente scuse, mentalità che va oltre il pre ed il post-partita. È un approccio che viene trasmesso all’Inter nella sua interezza. Chiunque giochi fa vedere di non voler mollare nulla. Le parole di Dalbert sono il segnale di cosa vuol dire far parte di questa rosa.

“La forza di volontà e la voglia di giocare è stata più forte del dolore.”

Sebbene l’assenza di Nainggolan potesse togliere sicurezze al gioco nerazzurro, Spalletti si conferma un allenatore duttile ed elastico schierando un centrocampo in cui si uniscono qualità di possesso e di inserimento grazie soprattutto ad un ritrovato Joao Mario. Le due ottime prestazioni del portoghese sono anche merito suo.

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Spalletti conferma anche contro il Genoa un centrocampo privo di trequartista ma con due mezz’ali davanti a Brozovic che trasformano il modulo in un 4-3-3.

2. Muro difensivo

De Vrij-Skriniar uguale “passate un’altra volta”. Zero palle gol per il Genoa. Nemmeno l’ingresso di Piatek crea fastidi ai centraloni. L’Inter si conferma miglior difesa della Serie A e lo fa riducendo lo spazio di manovra avversario. Lascia pochi margini al Genoa per tentare di creare qualche pericolo.

3. Super Brozo

81 palloni toccati,  92.7% di precisione nei passaggi, 3 tackles e 3 passaggi chiave. Brozovic è ormai certezza, istituzione. Il rinnovo con clausola salita a 60 milioni sa quasi di rimpianto. Di giocatori così, in giro, ce ne sono pochissimi. In tutti i sensi…

È un’Inter che non deve più scoprirsi, ritrovarsi. Sa cosa deve fare e come farlo. Il test casalingo con il Barcellona è uno dei pochi eventi che permettono di completare la sua crescita. Di entrare legittimamente nell’elite. Di essere parte di quel club fatto di pochissime realtà capaci di andare a fare la partita ovunque, contro chiunque. Spalletti ha ancora il rimpianto di una partita giocata al Camp Nou con il freno a mano tirato. Riavrà il suo guerriero, Nainggolan, colui che come nessuno sa dare quella “testa alta e petto in fuori” che è mancato nella sfida dell’andata. Ci sarà Messi. Forse o forse no. L’Inter non guarda più a chi ha di fronte ma a dove vuole arrivare. Il terreno è tracciato. C’è il talento. C’è l’attitudine. Soltanto il tempo ci dirà quali limiti questa Inter potrà superare.

2 pensieri riguardo “Qui Inter-Genoa, tutto bene

  1. Condivido soprattutto la lettura evolutiva del 4-2-3-1 in 4-3-3. Per me, il 4-3-3 è lo schema più funzionale a gran parte della rosa, ma la prima vittima sarebbe Nainggolan, che non può giocare troppo lontano dai 16 metri.
    Quanto alla linea difensiva, non era il Genoa a poterne valutare la forza, ma credo sia davvero la migliore della Serie A.

    Piace a 1 persona

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