Le prospettive dell’Inter

La stagione ufficiale dell’Inter inizierà domenica sera contro il Sassuolo al Mapei Stadium. Diversamente rispetto alle passate stagioni, l’estate ha portato in dote aspettative a cui i nerazzurri non erano abituati nel recente passato.
Il ritorno in Champions, a seguito dell’eroica vittoria contro la Lazio ha riportato entusiasmo nell’ambiente e qualche decina di milioni in più nelle casse della società.
Nella sessione di mercato, le richieste di Spalletti sono state esaudite con gli arrivi di: De Vrij, Asamoah, Nainggolan, Lautaro, Politano, Vrsaljko e Keita Balde.
Le amichevoli della preseason hanno fornito alcune indicazioni utili per capire quali saranno i principali temi tattici che il tecnico proporrà e come intenderà utilizzare il materiale tecnico a disposizione.

Costruzione dal basso

Già nella scorsa stagione, Spalletti non ha fatto segreto di preferire una manovra dal basso che coinvolgesse in maniera attiva i difensori (e anche Handanovic). Lo scopo principale era quello di attirare il pressing avversario e creare i presupposti per poi impostare l’azione di attacco.
Come si può notare dal seguente video tratto dalle amichevoli estive, la squadra sembra intenzionata a riproporre questo genere di impostazione anche quest’anno.

Da questo punto di vista è stato interessante il test contro il Chelsea di Sarri che fa del pressing la prima, vera e propria, arma difensiva.
Il risultato non è stato granché soddisfacente principalmente a causa delle caratteristiche tecniche degli interpreti del centrocampo nerazzurro che era formato da Emmers, Gagliardini e Asamoah, gli ultimi due non proprio adatti ad un gioco palla a terra per risalire il campo.
I ritorni di Brozovic e Vecino, avvenuti solo nell’ultima partita contro l’Atletico, squadra che registra, tuttavia, delle fasi di pressione meno intensa di quelle dei Blues, si sono rivelati fondamentali in questo senso.
La manovra, infatti, è stata meno farraginosa anche perché gli stessi due mediani, a turno o in contemporanea, si abbassavano per creare quella superiorità numerica e posizionale necessaria per consolidare il possesso.

Pressing alto

Per quanto riguarda la fase di non possesso, il secondo pilastro che dovrebbe costituire la base della seconda Inter spallettiana è legato al tipo di pressing che il tecnico toscano intende applicare. In accordo con uno dei principi cardine del “gioco di posizione” ovvero che il pallone deve essere recuperato nel minor tempo e quanto più vicino possibile alla porta avversaria, anche il tecnico di Certaldo intende seguire questo filone tattico.
Nelle amichevoli (le ultime soprattutto) qualcosa si è già intravisto, nonostante la condizione fisica necessaria per questo tipo di gioco non fosse ancora ottimale.

Solitamente, i giocatori che si orientano verso il difensore centrale (se portatore), il terzino più vicino al pallone e playmaker avversari erano Icardi, l’ala della fascia opportuna e il “trequartista”/seconda punta, ruolo interpretato spesso da Lautaro nel precampionato.
In questo contesto di gioco è fondamentale che, una volta attivate le fasi di pressing più aggressivo, si faccia attenzione a non allungare eccessivamente le distanze tra i reparti per evitare la creazione di spazi tra le linee che, se sfruttati a dovere dagli avversari, possono creare occasioni pericolose:

L’Inter, nella sfida di San Siro, ha sofferto molto la presenza tra le linee di Berardi e Politano. L’eccessiva distanza tra linea di difesa e quella di centrocampo è stata punita col gol dello 0-2 firmato dall’attuale attaccante nero-verde. 

Icardi e la convivenza con Lautaro

Un altro aspetto sul quale Spalletti sembra intenzionato a proseguire il lavoro dell’anno precedente è quello legato al ruolo di Icardi nella manovra della squadra.
Nel confronto tra lo stile di gioco di Higuain e quello del centroavanti nerazzurro avevamo fatto notare quanto il secondo, rispetto al primo, tenda a fornire un contributo abbastanza contenuto alla fase di costruzione e assistenza per i compagni e si limiti esclusivamente a quella di rifinitura.
Nello stesso articolo, però, avevamo evidenziato che lo stesso Spalletti, lo scorso anno, avesse lavorato per contribuire a migliorare questo aspetto. I risultati sono stati visibili anche nel precampionato: come si può notare da questa compilation, il set di movimenti coi quali l’argentino si è abbassato a ricevere il pallone fino a centrocampo per, poi, lanciare le ali in profondità assomiglia molto alle giocate che lo stesso Higuain e Dzeko (maestro nel creare spazio per l’inserimento dei compagni) attuano quando è il momento di contribuire alla manovra di squadra.

Non è un caso, comunque, che gran parte di questi movimenti, Icardi li abbia compiuti in assenza di Lautaro Martinez. Questo perché il giovane neo-acquisto nerazzurro, fra gli altri compiti, ha anche quello di legare il reparto di centrocampo con quello d’attacco, assumendosi alcuni compiti che, altrimenti, spetterebbero al capitano.
Un ulteriore aspetto di riflessione, legato all’intesa con Lautaro, riguarda il fatto che i movimenti tipici del capitano, abbassando le difese e attirando su di sè le attenzioni di più marcatori potrebbero, o meglio, sono già stati sfruttati in più occasioni da Lautaro.
Questi rappresentano solo alcuni dei motivi per i quali sarà interessante seguire con molta attenzione come verrà gestita la convivenza tra i due.

La scommessa su Dalbert

Il minutaggio di Dalbert nella scorsa stagione è stato così limitato (solo 387 minuti in 5 presenze) da farci interrogare sulle sue effettive qualità tecniche (anche se è stato pur sempre il terzino nerazzurro con la più alta percentuale di passaggi riusciti).
L’investimento di 25 milioni effettuato nell’estate passata, inoltre, induce a pensare che, almeno quest’anno, possa avere qualche opportunità in più per mettersi in mostra.
Dalle amichevoli estive, infatti, sembra proprio che Spalletti voglia puntare molto sul laterale brasiliano per il ruolo di terzino sinistro, quello in teoria più deputato alla fase di spinta quando in fascia destra viene schierato D’Ambrosio.
Quando era l’Inter ad avere il pallone, Dalbert si è sempre posizionato sulla linea di centrocampo, con la costruzione del gioco affidata ai due centrali, D’Ambrosio e ad uno o entrambi i mediani, come abbiamo già visto.
In questo video, abbiamo alternato appositamente buone giocate ed errori in fase di impostazione di Dalbert per far notare che, molto spesso, quest’ultimi sembrano dettati più da mancanza di concentrazione che da limiti tecnici evidenti.

Per rendere l’idea di quanto Spalletti intenda puntare sul brasiliano basti pensare che, Asamoah, ingaggiato originariamente per quel ruolo, sia stato dirottato prima in mediana e poi sempre in fascia sinistra dove, però, ha ricoperto un ruolo a metà tra ala e mezz’ala.

Posizione ibrida Asamoah
Contro l’Atletico, Asamoah è stato schierato in questa posizione ibrida, per liberare spazio sulla fascia sinistra a Dalbert.

Considerazioni finali

Spalletti ha dichiarato che lavorerà anche sulla difesa a 3, data soprattutto l’elevata qualità dei centrali a disposizione. A questo proposito è verosimile che, almeno inizialmente, verrà riproposta la coppia Skriniar-Miranda a causa di una maggior intesa tra i due e alcune fisiologiche difficoltà tattiche avute da De Vrij che non gli hanno permesso di esprimersi al meglio nelle amichevoli estive.
Gli altri dubbi sono legati a quali saranno i giocatori che affiancheranno Icardi nel reparto d’attacco e chi tra D’Ambrosio e Vrsaljko ricoprirà il ruolo di terzino destro. Riguardo al primo punto, le partite del precampionato non sono state molto indicative visto che sono state provate molte soluzioni, con alcuni risultati non troppo soddisfacenti (per capire, vedasi video di Candreva qui sotto):

Fino al ritorno in campo di Nainggolan, sarà Lautaro a svolgere il ruolo di “trequartista” mentre è probabile che a destra possa partire Politano con Keità o Asamoah (nel ruolo ibrido) sulla sinistra in attesa di Perisic.
Per quanto riguarda il ballottaggio tra Vrsaljko e D’Ambrosio sarà interessante capire chi dei due avrà la meglio, considerato che al terzino italiano difficilmente verrà lasciato posto in panchina, anche a costo di schierarlo a sinistra come nella seconda parte della passata stagione.
Dopo essere riuscito a costruire una ottima solidità difensiva lo scorso anno, Spalletti si appresta a riproporre una squadra molto fisica con princìpi di gioco codificati volti a sfruttare il grande talento dei propri uomini più avanzati che, rispetto al passato, potranno fornire maggior imprevedibilità alla manovra offensiva.

L’immagine di copertina è stata tratta da Internet.

 

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