l’Epilogo

Candreva cross, Lazio-Inter 1-3, 2017

Eccoci, infine, arrivati all’ultimo episodio di questa stagione nerazzurra in cui si sono alternati momenti di turbolenza e picchi di eccitazione. Il raggiungimento del tanto agognato quarto posto dipenderà dal risultato della sfida di domenica sera all’Olimpico contro la Lazio (qui avevamo calcolato quanto potrebbero ricavare i nerazzurri dalla qualificazione in Champions).
I  biancocelesti partono dal vantaggio iniziale di poter contare su due risultati su tre mentre i neroazzurri devono assolutamente cercare la vittoria.
In questo pezzo proveremo a capire quale spartito tattico aspettarsi dalla sfida tra Inzaghi e Spalletti.

La Lazio

Per analizzare il gioco laziale non possiamo che partire da questo recente articolo in cui riassumevamo i princìpi di gioco dei biancocelesti. Le tre direttrici tattiche sono state identificate in: difesa bassa, verticalità e sfruttamento degli spazi di mezzo. Questi elementi rendono Inzaghi un tecnico versatile che sa aggiungere ingredienti del gioco di posizione ad una squadra con spiccate doti nello sfruttamento della profondità.

Nello stesso articolo, tuttavia, sottolineavamo anche che i punti deboli di questa squadra sono legati principalmente alla fase difensiva (con 46 gol subiti la Lazio ha di gran lunga la peggior difesa, tra le prime 8 del campionato). Il difetto più lampante è la svagatezza e passività con cui i laziali difendono la profondità degli avversari. In questo video possiamo apprezzare come, in certi momenti delle partite, la Lazio tenda a schiacciarsi troppo all’interno dell’area con conseguenze spesso fatali. A questa collezione potremmo aggiungere anche il gol di Simy subìto contro il Crotone.

Nonostante la non eccelsa qualità dei giocatori allenati da Walter Zenga, il Crotone è riuscito a mettere alle corde la Lazio sfruttando l’intensità della manovra e a conquistare un pareggio rivelatosi, tuttavia, inutile per entrambe le squadre.
Il Crotone non ha pressato in maniera aggressiva la prima fase di costruzione laziale e ha aspettato la squadra ospite fino alla propria metacampo dove ha creato densità e superiorità numerica. Questa strategia ha limitato il gioco di Felipe Anderson che non ha creato quasi mai i presupposti per colpire in campo aperto. Inoltre, le caratteristiche di Caicedo, schierato al posto dell’infortunato Immobile non hanno facilitato il gioco laziale. Inoltre, le poche occasioni in cui Felipe Anderson si è reso pericoloso non sono state sfruttate a dovere, complice, anche, la scarsa freddezza dell’attaccante ecuadoregno che ha commesso qualche errore di troppo sottoporta.

L’Inter

I nerazzurri arrivano a questa sfida con emozioni contrastanti. Da una parte, la sfida di sabato contro il Sassuolo, che in linea teorica non avrebbe dovuto rappresentare un ostacolo insormontabile, ha invece evidenziato come la squadra di Spalletti sia ancora troppo debole dal punto di vista mentale. In particolare quando i nerazzurri, in questa stagione, hanno dovuto dare continuità a prestazioni precedenti convincenti hanno quasi sempre fallito. E lo hanno fatto soprattutto i suoi giocatori chiave.
L’altro lato della medaglia sorride all’Inter perché la Lazio, pareggiando, ha regalato l’ennesima occasione d’oro ai nerazzurri che ora, con una vittoria all’Olimpico, potrebbero guadagnarsi il pass-Champions.

Sotto l’aspetto tattico, nella sfida col Sassuolo, la squadra di Spalletti ha sofferto molto la presenza fissa delle due punte avversarie (Politano e Berardi) alle spalle del centrocampo nerazzurro. Le scalate della difesa nerazzurra sono spesso state effettuate in ritardo e ciò ha costretto l’Inter a esporsi a pericolosi contropiedi, soprattutto dopo il gol di svantaggio.
Come si può notare dall’immagine qui sotto, Politano e Berardi, seppure in inferiorità numerica, sono riusciti per lunghi tratti della gara a tenere impegnata la difesa nerazzurra che è stata costretta a scappare all’indietro con un conseguente abbassamento del baricentro.

Politano Berardi
Da questa azione di ripartenza il Sassuolo conquisterà la punizione che porterà al vantaggio neroverde.

I nerazzurri, poi, non sono più riusciti a rimontare il risultato complice una buona fase difensiva del Sassuolo, abile a chiudere soprattutto le vie centrali, ma anche a causa dell’imprecisione dei nerazzurri in fase di conclusione (Icardi su tutti).

La sfida

La partita, quindi, si presenta come una sfida aperta ad ogni possibile risultato. Le caratteristiche delle squadre suggeriscono che sarà probabilmente l’Inter a tenere di più il pallone. In questo verso sarà importante capire chi, tra Vecino e Borja Valero, affiancherà Brozovic nei due davanti alla difesa. L’uruguaiano darebbe più fisicità e dinamismo con le sue cavalcate palla al piede mentre, il secondo sarebbe più indicato per la fase di gestione del possesso e, con le sue geometrie, diventerebbe determinante per far girare il pallone.
Per quanto riguarda la Lazio, molto dipenderà da chi scenderà in campo, dato che, secondo le ultime indiscrezioni, dovrebbe tornare Ciro Immobile al centro dell’attacco mentre saranno esclusi dalla formazione titolare Parolo e Luis Alberto.
Tuttavia, a tenere banco nell’ultima settimana è stata soprattutto la discussione sulla titolarità di Stefan De Vrij. Il difensore olandese, infatti, nella prossima stagione vestirà proprio la maglia nerazzurra e, di conseguenza, il risultato di domenica decreterà la sua partecipazione alla Champions del prossimo anno.

Non è ancora chiaro se De Vrij sarà schierato titolare: in caso contrario, al suo posto, dovrebbe giocare Wallace centrale insieme a Radu e Bastos.

Nel 3-5-1-1 della formazione di Inzaghi i due terminali offensivi saranno quindi Felipe Anderson e Immobile. La presenza del brasiliano al posto di Luis Alberto, renderà la manovra laziale ancora più verticale di quanto non lo sarebbe con l’inserimento del trequartista spagnolo. Questo elemento potrebbe diventare un grande punto di forza per i biancocelesti visto che, come abbiamo già fatto notare nella partita col Sassuolo, la difesa nerazzurra tende a soffrire gli attaccanti rapidi che non danno riferimenti agli avversari.
In fase di attacco invece, le caratteristiche dei difensori laziali, spesso svagati in fase di marcatura, potrebbero favorire le doti di Icardi. Inoltre, abbiamo già visto nella collezione di gol precedenti che la Lazio soffre i cross dalla trequarti avversaria: questa quindi, e ci prendiamo la responsabilità di ciò, potrebbe essere la partita perfetta per mettere in luce lo stile di gioco monodimensionale del grande ex di questo match: Antonio Candreva.
Ecco il tipico gol che potrebbe concedere la Lazio:

In ultima analisi, un aspetto da non sottovalutare sarà la gestione dei calci piazzati. Inter e Lazio, infatti, insieme alla Juventus guidano la classifica dei gol segnati su calcio da fermo (17). In questo senso, per i biancocelesti, la mancanza di Luis Alberto si farà ancor più sentire dato che la sua abilità di calcio da questo tipo di situazioni gli è valsa 2 gol e 9 assist stagionali.

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