Derby d’Italia. II parte: la resa dei conti.

Credits to © Marco Canoniero

Concludiamo la marcia di avvicinamento al 233esimo derby d’Italia con un’analisi dei temi chiave nella gara di sabato sera che vedrà affrontarsi l’Inter e la Juventus allo stadio Giuseppe Meazza.

Nell’analisi della partita dell’andata, avevamo anticipato che, rispetto alla sfida giocatasi all’Allianz Stadium, il contesto della sfida di ritorno sarà abbastanza diverso.
Alla fine del campionato mancano solamente 4 gare e gli obiettivi delle  due squadre sono ancora tutti da conquistare.

L’INTER

I neroazzurri arrivano dalla vittoria conquistata al Bentegodi contro il Chievo, invischiato nella zona retrocessione, e da alcune partite meno convincenti sotto il punto di vista del risultato più che sotto quello del gioco.
Rispetto al girone di andata e la prima parte del ritorno, l’Inter è cambiata in alcuni interpreti del 4-2-1-3.
Il tecnico di Certaldo sembra aver risolto quel compromesso tra verticalità e possesso del pallone optando più per il secondo. A favorire questa trasformazione, tuttavia, sono state le caratteristiche di alcuni giocatori chiave inseriti nel secondo scorcio di campionato.
Solo per citarne alcuni: la presenza di Cancelo come terzino destro e il conseguente spostamento di D’Ambrosio a sinistra, l’avvicinamento delle ali verso l’interno del campo e soprattutto l’inserimento di Brozovic e Rafinha rispettivamente nei ruoli di mediano e trequartista.

Il croato, in questa fase, è un giocatore totalmente diverso dal Brozovic svogliato e spesso inconsistente a cui eravamo abituati. I motivi sono vari e vanno ricercati anche nella sua vita privata, dove sembra aver finalmente trovato una propria serenità.
Sotto l’aspetto tattico, il giocatore che stiamo osservando dalla partita di ritorno contro il Napoli (la prima in cui Spalletti lo ha provato mediano insieme a Gagliardini) sta risultando molto importante con la sua abilità nel dare respiro e verticalità alla manovra  con lanci lunghi indirizzati soprattutto verso il compagno di nazionale Perisic. Il secondo gol contro l’Hellas Verona nasce appunto da questo schema:

Nonostante la grande mole di lanci lunghi Brozovic sta mantenendo una precisione nei passaggi del 90% (dati Whoscored), segno che stiamo parlando di un centrocampista dalle qualità importanti che sta probabilmente trovando una propria dimensione nella cerchia dei più importanti centrocampisti europei.

Un altro ruolo sul quale Spalletti sembra aver trovato più sicurezze, rispetto al girone di andata, è quello del “trequartista”. Rafinha, arrivato a Gennaio in prestito dal Barcellona, infatti sembra essere il giocatore perfetto per le richieste del tecnico. Le sue prestazioni passano attraverso quattro direttrici fondamentali nel calcio contemporaneo: la qualità nella gestione delle seconde palle, la capacità nella lettura dei momenti della partita (quando è il momento di verticalizzare o di ripartire da dietro), gli inserimenti in area e infine la sua “proattività” quando sono gli avversari ad avere il pallone, segno distintivo della scuola blaugrana da cui proviene il brasiliano, nella quale le fasi di pressing e riconquista assumono un ruolo molto importante.

Il secondo gol contro il Chievo di domenica scorsa è un esempio della trasformazione offensiva della squadra di Spalletti: l’abilità di Rafinha nel ricevere pallone negli half-spaces, le ali più all’interno del campo, Perisic che svaria su tutto il fronte d’attacco, diventando quasi una seconda punta.

In generale, quindi, l’Inter sembra una squadra più razionale, meno votata alla verticalità e con maggiori strumenti per aprire lo schieramento avversario soprattutto quando quest’ultimo tende a rintanarsi in difesa.

LA JUVENTUS

L’ambiente in casa Juve non è dei migliori, l’uscita dalla Champions per mano del Real e la sconfitta contro il Napoli sembrano aver minato alcune delle certezze sulle quali Massimiliano Allegri aveva fatto affidamento.
La partita coi partenopei in particolare ha sottolineato quanto sia fondamentale la presenza di Chiellini nello scacchiere tattico dei bianconeri soprattutto in fase di costruzione della manovra. In quella occasione infatti il suo infortunio ha costretto la Juve a schierarsi con due centrali (Benatia e Howedes) di piede destro, quindi il tipico giro-palla difensivo da destra a sinistra non avveniva in maniera rapida, così che il pressing dei partenopei ha costretto i difensori ad affidarsi molto spesso al retropassaggio verso Buffon.

Pressing Napoli
Il pressing del Napoli ostacola lo scorrimento del pallone verso sinistra. Benatia è quindi costretto a tornare verso Buffon

La prestazione di domenica scorsa, inoltre, ha manifestato grosse difficoltà della Juventus nella risalita del pallone e di conseguenza, la manovra offensiva ne ha risentito notevolmente. I bianconeri hanno concluso la partita con miseri 0.3 expected goals.
Le poche volte in cui la Juve è riuscita a portare il pallone oltre la linea del centrocampo è stato per merito delle iniziative individuali di Douglas Cousta (al momento il giocatore più in forma dei bianconeri).

LA SFIDA

Massimiliano Allegri, che dovrà fare a meno di Chiellini, secondo le ultime indiscrezioni, sembra intenzionato a schierare Benatia e Barzagli centrali mentre Alex Sandro e Lichsteiner dovrebbero essere schierati ai loro lati. In mezzo dovrebbe essere riproposto il centrocampo composto da Matuidi, Pjanic e Khedira mentre davanti il tridente dovrebbe essere quello con Higuain, Mandzukic e Douglas Costa.
Dybala, come nella partita di andata, dovrebbe rimanere in panchina insieme a Cuadrado.
Dall’altra parte, i dubbi di Spalletti si concentrano principalmente sul centrocampo con Vecino che, rispetto alla partita col Chievo, dovrebbe prendere il posto di Borja Valero. Come ala destra invece dovrebbe tornare Antonio Candreva, partito dalla panchina nelle ultime due partite.
Se queste indiscrezioni fossero confermate, i duelli sulle fasce diventeranno fondamentali.
Entrambe le squadre tendono ad accumulare giocatori sulla fascia destra per poi verticalizzare sulla sinistra. Da questo punto di vista, i cross sul secondo palo verso Mandzukic potrebbe rivelarsi una delle armi per i bianconeri che sfrutteranno appunto il mismatch fisico tra il croato e il terzino portoghese, più abile in fase offensiva che in quella di copertura. Inoltre, dato il grande apporto di Mandzukic in fase difensiva, questa scelta potrebbe rivelarsi determinante per bloccare, con l’aiuto di Alex Sandro e Matuidi, le incursioni palla al piede di Cancelo (vero e proprio regista arretrato per la manovra nerazzurra).
Dall’altra parte, invece, i cambi di gioco di Brozovic verso Perisic e D’Ambrosio potrebbero rivelarsi importanti per aiutare l’Inter a risalire velocemente il campo e disordinare il centrocampo juventino.
I neroazzurri dovrebbero, quindi, sfruttare le difficoltà dei bianconeri in fase di costruzione e impostare una partita aggressiva dal punto di vista del recupero palla. Il centrocampo interista, invece, potrebbe soffrire molto le incursioni delle mezzali Matuidi e Khedira alle spalle di Brozovic e soprattutto Vecino che nella traferta di Verona non sembra essere parso molto in condizione dopo il lungo stop per infortunio.
Un altro pericolo per la Juve, infine, sarà rappresentato da Mauro Icardi che quando vede bianconero si esalta (7 gol in 8 partite per l’argentino).

Quella di sabato, quindi, si presenta come una partita aperta ad ogni tipo di risultato. Entrambe le squadre vorranno avere la meglio per inseguire i propri obiettivi e anche un minimo errore potrebbe rivelarsi decisivo. I big match del campionato italiano quest’anno ci hanno regalato gare molto “bloccate” in cui la paura di perdere ha fatto da padrona, non escludiamo quindi che quella di domani possa rientrare in questa tipologia di sfida.

Che dire ancora, che vinca il migliore quindi…

FORZA INTER e alla prossima!

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